venerdì 29 febbraio 2008

Da Spielberg a Clooney: artisti a sostegno del Darfur


È del 14 febbraio la decisione di Spielberg di dimettersi da consulente artistico delle olimpiadi di Pechino.


Di fronte al mancato intervento cinese per far terminare i conflitti in Sudan Spielberg, sostenuto da ben 80 firme tra premi Nobel e grandi artisti, ha optato per le sue dimissioni. La notizia è rimbalzata sui media di tutto il mondo ed ha riacceso il dibattito dal fronte cinese, che continua a bollare come vana questa battaglia umanitaria avviata dal mondo artistico occidentale.


Spielberg, infatti, è solo uno tra i tanti artisti che si stanno dedicando alla causa del Darfur; del mondo cinematografico ci sono star come George Clooney e Mia Farrow mentre molto attivo risulta il campo musicale. Mannoia, Nava e Guerritore sono i testimonial italiani che, con la proiezione “Andata e ritorno dall’inferno del Darfur”, hanno partecipato alla giornata dedicata al Darfur tenutasi a Napoli in occasione del quinto anniversario dall’inizio della guerra. I Negramaro, gruppo italiano di grande successo, hanno mostrato una grande attenzione a questi problemi umanitari partecipando a molti interventi a favore del Darfur.


Ora c’è solo da augurarsi che questi interventi non siano fini a sé stessi e che gli artisti, Spielberg in primis, non si facciano spingere dalla maggior notorietà che riescono a conquistare con questi interventi e che sia vero spirito umanitario. Sarà amore vero? Considerato lo scenario globale, credo che sia una bella domanda…

Verità e opportunismo degli interventi in Darfur


La situazione del Darfur non può lasciare indifferenti: Tg e quotidiani di questi ultimi giorni ci hanno mostrato le disumane condizioni degli abitanti del paese.

Un toccante articolo su “Leggo”, sulle abitudini alimentari e gli elevatissimi tassi di mortalità infantile, mi ha fatto riflettere. Forse non sono l’unica ad aver creduto che certe realtà non esistono più: gli abitanti dei villaggi del Darfur usano l’urina come disinfettante ed il sangue come sostanza energetica per la conservazione del latte. Le struggenti foto e i racconti di queste persone mostrano questa realtà.


E allora perché non chiedersi come il resto del mondo si comporta davanti a tutto ciò? Si riaccende la questione sulla veridicità degli interventi umanitari promossi dalla Cina, dagli USA e dai paesi occidentali in queste terre. È solo un caso che i nostri buoni animi si siano riaccesi dopo la scoperta dei giacimenti di petrolio e delle ricchezze presenti in Sudan? Oppure le belle dichiarazioni dei governi sotto sotto nascondono un duplice scopo?


Fatta questa premessa, mi propongo di affrontare questa questione che ritengo essere, non solo di estrema importanza, ma anche di comune interesse. Il 2008 è iniziato all’insegna di una crisi economica fortemente segnata dal caro-greggio che, come un’altalena, sta mandando su e giù le borse dei nostri paesi suscitando così una nuova attenzione verso ogni possibile bacino petrolifero non ancora sfruttato al massimo.