venerdì 4 aprile 2008

Visioni a confonto

Esperti di diritto internazionale e giuristi dei diritti umani sono tornati a fare pressione sul Sudan affinché consegni Ahmad Harun e Ali Kushayb, i due criminali accusati di contribuire ai crimini contro l’umanità. L’accusa va avanti da più di un anno. La lettera per chiedere all’ONU di prendere una posizione più decisa in Darfur è stata firmata anche dell’Italia.

La notizia circolava già su alcuni siti inglesi a fine marzo.
L’
ambasciatore sudanese di Londra Khalid al Mubarak si è mostrato molto scettico al riguardo: sostiene che l’International Criminal Court è controversa nel suo modo di procedere e suggerisce di non sperare che si otterrà giustizia per i crimini imputati a Kushayb e Harun. Non c’è evidenza della loro colpa, spiega l’ambasciatore.

Questa è l’ottica di una persona che rappresenta il proprio paese da lontano e che quindi abbina una “visione dall’interno e dall’esterno dei fatti”. Meglio di tanti giuristi europei o americani che si stanno impegnando per far intervenire l’ONU può valutare la situazione, o meglio dare una previsione di come si evolveranno le cose. È possibile che il suo scetticismo sia dovuto proprio alla consapevolezza che l’applicazione delle leggi e della giustizia in Sudan non avviene come da noi; proprio perché possiede quella visione interna della realtà sudanese arriva ad affermare che non ci sono prove sufficienti della colpevolezza dei due criminali. L’ambasciatore spiega anche che le accuse non sono fondate poiché non sono credibili le fonti, di conseguenza il Sudan farà man forte. Tutto ciò è lontano dalla visione dei membri dell’ONU che ieri hanno firmato la lettera.

1 commento:

Anonimo ha detto...

crimini del genere ce ne sono molti e compiuti da persone come i due imputati, ma la maggior parte di questi crimini resta impunita poichè qualcuno riesce sempre a nascondere o eliminare delle prove senza le quali non si puo fare il processo. Mi fa piacere che l'italia abbia firmato il trattato dell'onu cercando di dare un sostegno a questo stato in una situazione così grave. Complimenti per il blog e per la scelta dell'argomento trattato