“Urbi et orbi” è la benedizione che ieri ha concluso il messaggio pasquale del Papa. Benedetto XVI, in occasione della festa che celebra la risurrezione di Cristo, ha invocato la ricerca di una soluzione per il bene e la pace delle regioni tormentate dai conflitti. Il Darfur è una di queste terre dimenticate da tutti.
si è rivolto a tutto il mondo e ha parlato di “piaghe dell’umanità” per finire richiamando tutti all’impegno per «lenire» le «tante ferite che continuano ad insanguinare l’umanità». Oltre il Darfur Papa Ratzinger ha ricordato l’Iraq, il Libano, la Terra Santa e il Tibet.
Nelle parole del Papa si sente la speranza di unificazione, di pace e di rinascita di quelle terre e quei popoli dove sembra che tutti siano impotenti a fare qualcosa. La dimenticanza, il non-parlare può a volte darci l’impressione, se non che le cose si possano risolvere da sole, per lo meno che non ci riguardino, che non ci tocchino da vicino. E così è nel caso del Darfur. Basta fare un giro su Internet per rendersi conto dello scarso interesse per le stragi che attanagliano il paese da anni, pochi blog e scarsissima informazione. Ieri finalmente il nome Darfur è risuonato nelle case degli italiani e di tutti i cristiani che hanno ascoltato le parole del Papa.
1 commento:
spero che dopo le parole pronunciate dal Pontefice la popolazione italiana e mondiale si sia resa conto di cosa succede in questi stati e che possano contribuire a far terminare le guerre che li affliggono, appello la popolazione i aiutare questi popoli con interventi diretti in questi stati andando nelle missioni e portando aiuto sia per quanto riguarda la sanità che per la società. Cerchiamo di dare un aiuto concreto a questi paesi. Spero in un tuo aiuto sul posto, poiché mi sembri molto interessata all’argomento
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